Le cose non dette

 

Penso che più o meno a tutti sia capitato di non voler dire qualcosa di brutto ad una persona cara, confessare qualcosa che potrebbe farla stare male o anche solo destabilizzarla.
Credo sia una paura lecita e comprensibile.
Ma quando si teme di dire una cosa bella? E’ possibile?
Avere paura di comunicare una bella notizia, confessare un sentimento, raccontare un avvenimento piacevole…
Temere che l’occasione sia sempre sbagliata, che possa esserci un momento migliore, o che in realtà quella notizia sia bella solo per voi.
Pensare che pronunciandole, quelle parole, potrebbero perdere il loro significato.
Avere paura della reazione che potrebbero suscitare.

Ma di cosa hai paura? E’ una cosa bella no?
Sì, troppo forse. E’ possibile che non ci siano nemmeno le parole giuste per dirla; come quando parlando ti rendi conto di aver usato un termine sbagliato e vorresti cancellare quello che hai detto e trovare un sinonimo più calzante, ma non lo trovi.

Facciamo che mi tieni ancora un po’ qui, tra le tue corde.
Facciamo che siano i miei respiri e i miei brividi a parlare.
Facciamo che a confessarsi sia la mia pelle che urla sotto la frusta.
Facciamo che ci fondiamo l’uno nell’altra.
Facciamo che ci respiriamo.

Te lo dico un’altra volta dai, adesso ridiamo.

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10 commenti su “Le cose non dette

  1. Sì, nel dire una cosa bella non ci dovrebbero essere problemi, eppure anche il bello sembra relativo, magari dall’altra parte non potrebbe non esserci la reazione aspettata e il tutto diventa più complicato

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  2. Ho letto tutti i commenti: facciamo che anche il bello è “soggettivo”! Facciamo anche che ci sono sempre molti fattori da tener conto: chi uno frequenta, quanto può capir di lui/lei. Cerchiamo anche di capire se una persona è “riflessiva” o “istintiva”.
    Il mio punto di vista? Per me uno dovrebbe essere SEMPRE sé stesso/a, con pregi e difetti – che ne hanno tutti, tra l’altro – e quindi essere sempre coerente con il proprio pensiero. Non esiste il tempo giusto, esiste l’attimo in cui noi vogliamo (o dovremmo) dare una “bella – sensazionale” notizia. Se l’interlocutore non lo capisce, sono problemi suoi. Tutto il resto, secondo il modesto parere, sono pippe mentali. E scusate il francesismo.
    Buona serata.

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      • Appunto! Non è giusto che una persona si senta senza fiato a causa di altri. Voler dire “alcune cose belle” è sacrosanto. Quello che non è giusto, è che uno debba cercare il momento giusto per dirle. E’ questo che è sbagliato (ehehehehe, scusa il gioco di parole!). A me è successo quello che hai scritto nel post. L’ho detto e la persona interessata ha cercato anche di smontarmi la felicità, senza intaccarmi minimamente. Ne ho preso atto, tutto qui. Forse dipende dal carattere di ognuno di noi, però il mio punto di vista è questo.
        E’ un piacere leggerti.

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  3. “Te lo dico un’altra volta dai, adesso ridiamo.”
    opzione apprezzabile, la smania di condividere non sempre produce effetti positivi, non c’è niente di più personale di una stato d’animo, emozioni soggettive non sempre trasferibili.

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