Istantanee

Ho una pessima memoria. Davvero pessima.

Non ricordo i nomi delle persone, tantomeno i loro volti, non chiedetemi poi di abbinare il nome al volto perché è una delle operazioni più difficili per me, che diventa impossibile se quel volto viene estraniato dal suo contesto. Una volta non riconobbi la ragazza che lavorava al bar dove andavo ogni giorno a pranzare, solo perché la incontrai in banca, quindi fuori dal solito ambiente.

Mi ripeto di continuo che rischio di sembrare ineducata, ma la memoria non migliora.

Quando ero piccola vivevo nel terrore di andare in vacanza senza i miei genitori per paura che la lontananza da casa avrebbe potuto farmi dimenticare il loro volto.

Per questo adoro la fotografia.

Amo particolarmente le foto antiche, quelle che ritraggono  le famiglie di una volta, con tanti figli, nipoti, nonni… Tutti nella stessa inquadratura. Quelle foto un po’ scolorite, rovinate dal tempo e dalla muffa.

Mi piace immaginare le loro vite, i loro discorsi, seduti a tavola durante il pranzo della domenica.

L’attimo prima di scattare la foto, i bambini che corrono irrequieti e ridacchianti per la stanza, il capofamiglia burbero che li riprende intimandogli di stare al loro posto, il bambino più piccolo che ricaccia in gola un singhiozzo e tira su con il naso per paura di una nuova sculacciata.

Flash

E il momento resta impresso per sempre, o almeno finchè la carta e i colori non si deteriorano.

Ci sono poi quegli attimi, sono frazioni di secondo che sembrano durare una vita.

Uno sguardo.

La mano di lui che sfila la cintura dai pantaloni.

L’attrito della corda che scorre sulla pelle.

La goccia di cera che si stacca fluida dalla candela.

Un respiro nell’orecchio.

Un ceffone a mano aperta in pieno volto.

La pelle increspata da una sferzata.

Un gemito di dolore e piacere.

Istanti che non necessitano di apparecchi per essere immortalati, è sufficiente un profumo o un suono e tornano alla mente vivi e nitidi, come in una fotografia.

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5 commenti su “Istantanee

  1. (L’ordine, è esclusivamente cronologico rispetto alla lettura)
    Uno
    Ciò che estraniato dal proprio contesto risulta sconosciuto, è irrilevante, per importanza, nella nostra esistenza. Ottima osservazione: succede anche a me e, credo, a molti.
    Due
    Hai colto ciò che motiva, ad esempio, la mia decisione di inserire gallerie sul mio blog: il fascino di un’immagine “congelata” dalla fotografia, per me, sta proprio nelle congetture che in quell’istante rubato sono contenute. Il “prima” ed il “dopo” lo scatto. Oltre a ciò, qualora un “prima” ed un “dopo” risultassero, nella realtà, irrilevanti, si tratta comunque di un ottimo esercizio mentale. Volare con la fantasia penso sia didattico e terapeutico.
    Tre
    Il “flash” in corsivo, mi ha ricordato le mie elucubrazioni sui pensieri di lei e di Lui, per l’accezione temporale, quasi fumettistica. Non posso che adorarlo.
    Quattro
    Il sottotitolo al Tuo blog è “Se la natura disapprovasse le nostre inclinazioni, non ce le ispirerebbe”. Perfettamente coerente con il fascino esercitato dagli “scatti” rubati ai ricordi della parte finale del Tuo post. Approfondire sul “perché” delle cose, non significa necessariamente trovare risposte pragmatiche o realistiche. Con il finale del Tuo post, hai espresso meravigliosamente questo concetto.

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    • Grazie.
      Tengo a sottolineare che quel Flash in corsivo era proprio un piccolo omaggio ai suoi post che ha citato.
      Naturalmente invito i miei lettori, che non lo avessero già fatto, a leggerli. Sono sicura che godranno delle loro immagini (giusto per restare in tema di fotografie) quanto ne ho goduto io.

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